Menopausa e alimentazione

La transizione menopausale è una fase fisiologica nella donna, allo stesso tempo molto delicata in quanto caratterizzata da cambiamenti nel fisico, nell'assetto ormonale e a livello dell'umore.

Spesso sintomi quali, irritabilità, ansia, disturbi del sonno, secchezza, vampate di calore e riduzione della libido diventano causa e conseguenza dello stato infiammatorio cronico che caratterizza questo momento.

Durante la transizione verso la menopausa e oltre, l'ormone estrogeno inizia a subire la fase di declino, interrompendo i normali schemi ciclici di estrogeno e progesterone. Il calo dei livelli di estrogeni, ha un impatto negativo sul metabolismo, portando potenzialmente ad aumento di peso.

 Questi cambiamenti, possono influenzare i livelli di colesterolo e il modo in cui il corpo digerisce i cibi, soprattutto i carboidrati.

In queste circostanze il sovrappeso è dovuto quindi non tanto a un'alimentazione ipercalorica, quanto a un rallentamento del metabolismo e l'organismo tende a consumare sempre meno energia, perché il fabbisogno si riduce progressivamente nel tempo.

La principale conseguenza di questo stato di cose è che si assiste a un accumulo di grassi nel tessuto adiposo soprattutto a livello del giro vita.
Se poi all'età si aggiunge una vita sedentaria, il metabolismo rallenta ulteriormente. Ecco perché, pur mangiando poco, non si riesce a dimagrire e  perdere peso.


Quanto alla  fame nervosa, è essenziale ricordare che tantissime persone cercano nel cibo l'evasione dallo stress e una sensazione di piacere immediato e appagante. Questa condizione, nella donna, in un momento di massima vulnerabilità può costare un bel po' di chili in più!

Apportare dunque modifiche alla dieta può aiutare ad alleviare i sintomi della menopausa soprattutto perché prendere consapevolezza permette di gestire il problema del sovrappeso nel modo giusto.


Non si tratta solo di osservare la  nostra condizione estetica o un irrisolto rapporto con il sé, ma di prevenire numerose malattie come la  sindrome metabolica, l'obesità, l'eccesso di colesterolo, e poi l'iperglicemia, il diabete e patologie cardiovascolari

COSA MANGIARE QUINDI?

La scelta dei cibi giusti permette di prevenire l'insorgenza di complicazioni di natura metabolica durante la transizione menopausale.

In occidente la dieta è basata in grandissima parte su alimenti quali latte, formaggi, carne e cereali spesso in porzioni abbondanti, che tendono ad alterare la flora batterica e le funzioni intestinali.

Inoltre spesso sono di scarsa qualità ed elaborati dall'industria alimentare, pronti per essere consumati ma pieni di additivi che producono infiammazione  manifesta attraverso l'accumulo di grasso viscerale ATTIVO cioè in grado di secernere ormoni.

Se per giunta consumano carni e derivati animali provenienti da allevamenti intensivi e alimenti ottenuti da cereali raffinati, rischiamo di aumentare il rischio di insorgenza di malattie di tipo cardiometabolico.

Inoltre questi alimenti spesso sono sottoposti a cotture elevate il che ne aumenta il calore veicolato, condizione critica in aggiunta all'eccesso di calore che  si sprigiona durante la tipica vampata.

Quindi regola numero 1:

durante la transizione menopausale è bene consumare cibi vivi, crudi, di stagione e di facile cottura ed evitare i pericolosi picchi glicemici moderando il consumo degli zuccheri.

Attenzione anche alle fatidiche verdure di cui non si conosce la coltura di provenienza: se consideriamo solanacee e cucurbitacee rappresentate da pomodori, patate, melanzane, peperone, zucchine e cetrioli, è bene sapere che possono determinare l'insorgenza di infiammazione, e favorire l'insediamento di colonie di batteri patogeni, produttori di tossine e di gas, soprattutto se provenienti da colture massive e consumate fuori stagione. Consumate a lungo il rischio è che le pareti dell'intestino si infiammino, aumenti la produzione del muco e si assista a un peggioramento dell'assorbimento dei nutrienti con difficoltà ad eliminare scorie e tossine. A quel punto insorge il caratteristico gonfiore intestinale spesso associato a stitichezza.

Stesso discorso vale per i legumi! Attenzione soprattutto alla soya e ai suoi derivati, perché ricchi inoltre di interferenti endocrini e lecitine responsabili del peggioramento del quadro infiammatorio, già costante durante questa  fase di cambiamento.

 

Via libera dunque ai grassi buoni contenuti nell'olio di oliva, nelle noci, nelle mandorle e nelle nocciole, ricchi anche di  nutrienti essenziali, come i minerali  di cui la donna matura è spesso in deplezione.

Non meno importante  è la diminuzione della razioni alimentari e la distribuzione corretta dei cibi durante i pasti.

Usiamo il palmo delle mani come strumento di misura, "pesando" il cibo in crudo, soprattutto per quanto riguarda i cereali, cercando di consumarli preferibilmente ad elevato valore biologico durante la prima parte della giornata, tra colazione e pranzo.

In questo modo riusciamo ad evitare gli spezza fame che portano a picchi insulinemici e, di conseguenza al continuo senso di  fame.

Per concludere ricordiamo che tornare ad una dieta semplice, riscoprire il piacere dei cibi freschi e mangiare serenamente, dedicando il giusto tempo ed il giusto spazio al momento permette di concentrarci su quanto il cibo ci nutra e su quello che il cibo ci trasmette.

Vi aspettiamo in farmacia per saperne di più e per consigli di salute e stile di vita sano!

Articolo a cura della dott.ssa Linda Alò
Responsabile del reparto Alimentazione & Stile di vita.

 

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